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Gen 24

Segesta

Segesta

by MaEl Di Fazio

In: Storia

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LA STORIA

Nel cuore della provincia di Trapani, nel territorio di Calatafimi, si estende Segesta. Città fondata dagli Elimi, gli esuli della guerra di Troia, a partire dal 580 a.c. I vari monumenti presenti nella sua area archeologica testimoniano il fatto che Segesta visse un periodo di grande splendore e il suo emporio, propriamente detto: Emporium –Segestanorum, viene ubicato a Castellammare, porto che servì per il commercio, per magazzino, piccoli arsenali dove riparare le navi e botteghe. Quindi la città non risultava completamente staccata dalla costa. Segesta è una città del tutto grecizzata. Gli elimi avevano una loro lingua ma l’alfabeto utilizzato è il greco. Si pensa, comunque, che siano stati i salenuntini ad insegnare la scrittura ai segestani. Successivamente l’Elimo fu sostituito dal Greco e i templi rappresentano una acculturazione che dura circa 100 anni.

La storia ci racconta come la città fosse in continuo conflitto con Selinunte, città a sud di Segesta e in mano ai Greci. Nel momento in cui Selinunte cercò di espandersi verso il fiume Mazzaro, Segesta chiese aiuto ad Atene, la quale però fu sconfitta dai siracusani. Questa perdita fu un duro colpo per Segesta che decise di chiedere aiuto a Cartagine; quest’ultima distrusse Selinunte e Imera nel 408 a.c. Nel 307 Segesta si allea con i siracusani ma poi ritorna alleata di Cartagine. Durante la 1° Guerra Punica Segesta passa nelle mani dei Romani e la città trascorre un periodo di grande ricchezza, prospera. Nel periodo che va dal 2 d.c al 3 sec. D.c. non ci sono fonti che parlano di Segesta quindi è presumibile che la città attraversa un periodo di lento declino insieme alla città di Erice, anch’essa di origini Elime. In età islamica Segesta divenne zona araba tanto che sono stati riscontrati i resti di una moschea. Nella seconda metà del XII sec. D.c. il territorio viene investito dal fenomeno del feudalesimo portato dai Normanni. A Segesta giunge un signore feudale, il quale costruisce un castello, un grande edificio quadrangolare, circondato da mura con all’interno un cortile. La moschea non fu più utilizzata, anzi fu costruita una chiesa e allo stesso tempo un castello. Con Federico II di Svevia si riesce a mettere fine all’Islam e nel 1245 quest’ultimo smette di essere parte della storia isolana.

IL TEMPIO DI PORTA DI VALLE

Il tempio viene considerato uno dei più belli e meglio conservati del mondo intero. E’ in piedi da 2500 anni e le sue colonne sono alte 10 metri circa. 

Fu edificato nel 5° sec. A.c. a dominio della sottostante valle proprio perché i monumenti essendo simbolo di potere e ricchezza, dovevano essere ben visibili agli occhi degli invasori. Si tratta di un tempio dorico, che molto probabilmente restò incompiuto, vista la mancanza della scanalatura sulle colonne, la mancanza del tetto, delle metope, l’incompiutezza dello stilobate e l’assenza della cella, che l’architetto aveva iniziato a disegnare ma di cui mancano le fondamenta. Le sue caratteristiche stilistiche sembrano assomigliare ai templi di Selinunte e probabilmente, il guastarsi dei rapporti tra le due città e la guerra non permise di ultimare l’edificio.

IL TEATRO

Il teatro si trova nella parte opposta al tempio, ed è stato costruito nel II sec. a.c. quindi è di epoca romana ma la pianta è greca . E’ stato costruito con delle mura di contenimento. In parte risulta scavato e in parte risulta edificato sulla roccia. Ha un diametro di 63 m. con 20 file su cui potevano sedersi 4000 persone. La forma permette alla voce di giungere fino alle file più alte. Nell’area antistante il palcoscenico, c’era l’orchestra ma soprattutto il coro, cioè persone che recitavano, ballavano, cantavano.

Nel teatro avvenivano anche le assemblee cittadine in modo che le decisioni importanti fossero prese tutti insieme.

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