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Chiesa di S. Pietro

Chiesa di S. Pietro

by Salvatore Di Fazio

In: Storia

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Un'antica tradizione vuole che l'apostolo San Pietro, nelle sue peregrinazioni per recarsi a Roma, fosse venuto a Trapani, e che quivi avesse intrapreso le sue prediche sulla vita di cristo e sulle verità da lui rivelate, onde convertire gli abitanti alla nuova religione.

Per eternare la memoria di questo avvenimento gli antichi Trapanesi edificarono un privato oratorio in quel sito stesso, ove la tradizione voleva che S. Pietro avesse adunato il popolo e predicato, vuolsi anzi che l'oratorio fosse stato costruito sulle rovine di qualche tempio pagano.

L'oratorio, situato nel punto più centrale della città, divenne presto una chiesa, la quale fu dedicata a colui che primo fra tutti aveva abbracciato e propagato la religione del suo maestro.

Nell'anno 1076 il conte Ruggiero, dopo avere cacciato i Saracenie unita la sicilia in suo potere, fondò a trapani la prima parrocchia, ricostruendo quella chiesa più grande e più bella, e insignendola delladignità arcipretale, alla quale sottomise tutto il clero della città e quello di Monte S. Giuliano.

La chiesa di S. Pietro è quindi la più antica parrocchia che ha trapani, e come tale il suo arciprete, fra glia ltri privilegi, aveva anche quello di portare ildivinissimo nella solenne processione del Corpus Domini.

Fu in questa chiesa che il re Pietro d'aragona, allorchè venne a trapani, dopo i famosivespri Siciliani, giurò che avrebbe mantenuto i privilegi non solo di Trapani, ma della Sicilia; la sua abitazione fu in una casa modestissima vicino alla chiesa stessa, per dimostrare al popolo che egli non veniva come re conquistatore, ma per ben governare e vivere in mezzo ad esso. Alla chiesa di S. Pietro, Carlo V, nel suo soggiorno fatto a Trapani, donò uno stendardo di broccato, tolto a Tunisi all'esercito turco.

Tanto del giuramento del re Pietro, che del dono di Carlo V si conservano due iscrizioni lapidarie, che vennero poscia trascritte su di una tabella, la quale per qualche tempo si mantenne affissa su d'un pilastro della chiesa, ma che oggi più non esiste.

Antonio Fica, Baldassare Reggio, Francesco e Leonardo Morello molto si distinsero per ingrandire e abbellire la chiesa, la quale subì una radicale riforma nel 15588 e venne poi rifabbricata vastissima nel 1778, su disegno dell'ingegnere Luciano Gambino. Ai tempi nostri essa venne restaurata e riformata per opera dell'infaticabile suo arciprete Leonardo Calvino.

Il prospetto delle chiesa guarda a ponente, e tranne della statua in marmo di SS. della Grazia, situata in una nicchia sopra la porta maggiore non ha nulla di notevole. La statua anzidetta, della quale resta ignoto l'autore, è ben fatta e denota una certa antichità; sul piedistallo vi è un piccolo bassorilievo rappresentate un eremita, che bussa la porta di un convento.

L'interno ha la forma di una croce latina con quattordici colonne marmoree, che dividono ka gran nave di mezzo da quelle laterali.

Nei vari altari, alcuni dei quali appartenevano alla distrutta chiesa di S. Abbate; vi sono pure avori in stucco s affreschi recentemente eseguiti. Il cappellone molto rialzato, con due scalinate ai lati, è costruito tutto in pietra di sircausa e riesce molto vago all'occhio del visitatore. Sopra l'altare si ammira il quadro della Trasformazione del Carreca, che è una bella copia del Raffaello.

E' pure del Carreca, il quadro rappresentante Gesù Cristo, che chiama S. Andrea all'apostolato. Questo quadro è stato descritto dal Ferro, il quale lo classificò “opera degna di essere ben considerata, tanto per la parte estetica che per la patetica. La figura del redentore è imponente, ma piena di bontà; si vede nell'apostolo un uomo esercitato alle grandi fatiche”.

Ammirevole è un quadro della scuola del Tintoretto rappresentante S. Paolo.

Fra le sculture in legno notiamo: un crocifisso, opera di Giuseppe Milanti, e un gruppo rappresentante la vergine addolorata, che tiene sulle ginocchia il Redentore morto, lavoro assai ben fatto di Francesco Nolfo.

Incastrati su due pilatri della navata di mezzo sono collocati i ritratti di Francesco e Leonardo Morello, scolpiti su finissimo marmo a forma di medaglioni.

Notiamo infine le due statue marmoree di S. Pietro e S. Paolo poste ai lati interni della porta maggiore e l'organo a musica, costruito verso il 1870 dal palermitano La Grassa Francesco e suonato per la prima volta dal bravo maestro Trapanese Lacavera.


Fonte: Tratto dalla Guida di Trapani, di Marco Augugliaro del 1914.

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