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Cenni storici su Trapani

Cenni storici su Trapani

by Nicola Lepore

In: Storia

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Senza rintracciare le origini della città di Trapani, diremo che nei primi tempi della sua fondazione, Trapani fu emporio di Erice, città antichissima che i popoli primitivi abitarono per essere premuniti dalle invasioni e scorrerie nemiche. In seguito navigatori e mercanti di Sicilia, della Grecia e delle coste dell'Africa e dell'Asia si stabilirono in Trapani e vi esercitarono il loro commercio. Verso l'anno 350 a. C. i Cartaginesi, cioè i popoli abitanti sulla costa settentrionale dell'Africa, che avevano la principale loro città nel sito ove presso a poco è oggi Tunisi, erano divenuti potentissimi sul mare Mediterraneo, ed essi fecero di Trapani il centro del loro movimento commerciale e militare. Venuti i Cartaginesi in guerra coi Romani, Trapani fu alleata fedele dei Cartaginesi, che la fortificarono e la resero inespugnabile. Ben ventiquattro anni durò la prima guerra punica e nelle acque di Trapani si svolsero molti combattimenti con la vittoria ora dei Cartaginesi, ora dei Romani. Cadute le altre città della Sicilia, anche Trapani nell'anno 241 a. C. cadde sotto il dominio dei Romani, che la dichiararono città consolare, ossia residenza di un governatore romano. Nella guerra servile, ossia nella guerra che i popoli d'Italia mossero contro Roma, per acquisire i diritti civili, si rese celebre il trapanese Atenione, il quale messosi a capo di un esercito di ribelli, tentò in varie battaglie di sconfiggere i Romani; inutili però furono le vittorie da lui riportate in principio, perché egli alla fine fu vinto e ucciso in un duello col console romano Marco Aquilio. Abbracciata da Costantino, imperatore romano, la religione cristiana e diviso da costui il vasto impero in occidente e orientale, Trapani con tutta la Sicilia fece parte dell'Impero d'Oriente, detto anche Bizantino. D'allora in poi le sorti di Trapani furono unite a quelle della Sicilia, di cui fu prima centro Siracusa, poi Palermo. Ben sei dominazioni straniere si succedettero nel volgere dei secoli nel dominio della Sicilia, e cioè : la Bizantina, la Saracena, la Normanna, La Francese, la Spagnola, e la Borbonica. In tutte le guerre, in tutte le manifestazioni del lavoro e dell'ingegno, i Trapanesi furono sempre i primi a portare il loro contributo per il progresso della civiltà. Sotto dominazione di Oriente, troviamo che essendo l'imperatore Arcadio assediato dai ribelli a Salonicco, Trapani, Messina e Siracusa mandarono soccorsi all'Imperatore che fu perciò liberato dall'assedio e rimesso nel suo dominio. Impadronitisi i Saraceni della Sicilia, dopo varie battaglie, vi stabilirono la loro dominazione , che durò dall'827 al 1076. E' fama che sotto questa dominazione prosperasse l'agricoltura, e i pescatori trapanesi impiantassero le prime tonnare. I Normanni, popolo d'origine scandinava, cioè di quelle regioni che compongono oggi i regni della Danimarca, della Svezia e della Norvegia, costretti della sterilità delle loro terre e dall'indole loro bellicosa ad emigrare, prima stabiliti in Francia e di là a poco a poco vennero nell'Italia peninsulare e la soggiogarono: poi conquistarono la Sicilia, togliendola al dominio dei Saraceni. Fu allora che Palermo divenne la capitale della Sicilia, la quale fu costituita in unico regno con leggi e ordinamenti propri. Nel periodo delle Crociate, ossia delle guerre che i Cristiani intrapresero per liberare il sepolcro di Gesù Cristo in Gerusalemme, il porto di Trapani acquisto grande importanza, perché in esso approdavano le navi che partivano per la Terra Santa. La città di Trapani non mancò di mandare i suoi figli in queste guerre e di aiutare tutti i pellegrini, che ammalatisi durante il viaggio, non potevano più proseguire per Gerusalemme. Molti legni si fabbricarono nell'arsenale di Trapani per le spedizioni in Terra Santa e i Trapanesi acquistarono fama di esperti navigatori. Intrapresa dal re Ruggiero II la spedizione contro i Musulmani per togliere a loro il vicino regno di Tunisi, i Trapanesi vi contribuirono efficacemente e ne vennero compensati con esenzioni di tasse e speciali privilegi. Caduta la Sicilia sotto la mala signoria del francese Carlo D'Angiò, il trapanese Palmerio degli Abbati si fece promotore di una congiura, e con Alaimo da Lentini, Giovanni da Procida, Gualterio da Caltagirone e altri pochi magnati di Sicilia, nello scoglio del Mar Consiglio, stabilirono che alla prima occasione si dovessero uccidere i soldati francesi e offrire la corona di Sicilia a Pietro di Aragona. E l'occasione non tardò perché a Palermo, il lunedì di Pasqua dell'anno 1282, avendo un soldato francese insultato una donna, ne nacque una rivoluzione, durante la quale furono uccisi tutti i francesi che colà si trovavano. L'esempio di Palermo fu subito imitato da Trapani e poi dalle altre città della Sicilia, la quale in poco tempo fu cosi totalmente liberata del dominio francese. Questo fatto è ricordato nella storia col nome dei Vespri Siciliani, perché l'uccisione dei francesi a Palermo avvenne nelle ore del vespro. Condotto da Palmerio degli Abbati, il 18 Settembre dello stesso anno, Pietro di Aragona sbarcò a Trapani, e dopo aver giurato che avrebbe mantenuto i privilegi della città, si recò a Palermo , ove fu acclamato re di Sicilia. Il re Giacomo di Aragona, succeduto al padre nel 1286 fece ingrandire Trapani, costruendo quelle due bellissime strade, che furono la Strada Grande, oggi Corso Vittorio Emanuele, e la Ruanova, detta ora Via Garibaldi. I vari stati in sui allora si divideva l'Italia, per la tutela degli interessi dei loro sudditi, intesero il bisogno di stabilire a Trapani i loro Consolati. Cosi Genova, Venezia, Pisa, Firenze ed altre città ebbero in Trapani i rispettivi Consolati. La città, resa forte per il valore dei cittadini e per la difesa delle sue mura, fu considerata la chiave del regno, e nel 1487 ebbe il titolo di invittissima, a riguardo delle gloriose resistenze fatte sempre ai nemici del regno. La dominazione spagnola e delle sue legittime successioni durò in Sicilia ben quattro secoli, sempre funestata da molte guerre, e i Trapanesi non mancarono mai di distinguersi. Nel 1535, Carlo V, imperatore di Spagna, intraprese la spedizione contro i Turchi per frenare le loro piraterie, e Trapani vi prese parte e contribuì alla vittoria di Tunisi con uomini, con danaro e con navi. Vittorioso da Tunisi, Carlo V venne a Trapani alloggiando nel palazzo ora della famiglia Burgarella, dopo aver giurato di mantenere tutti i privilegi della città si recò a Palermo, ove convocò il Parlamento Siciliano, che decretò il restauro delle fortificazioni di Trapani. Alla dominazione spagnola, dopo varie vicende, successe quella dei Borboni, i quali unirono la Sicilia alla Calabria e al Napoletano e formarono il regno delle Due Sicilie, che durò dal 1734 al 1860, sempre funestato da rivoluzioni interne. Nel 1848 troviamo Trapani, assieme alle città consorelle della Sicilia, rompere il freno della tirannide borbonica e scoppia la rivoluzione a Palermo il 12 Gennaio, il 30 dello stesso mese seguire quella di Trapani. Cacciati i Borboni il trapanese Vincenzo Fardella Marchese di Torrearsa venne eletto Ministro degli Esteri e Presidente dei Ministri del governo provvisorio. Fallito il tentativo di unire allora la Sicilia al regno del Piemonte, fu ritentato il colpo nel 1860, il Generale Giuseppe Garibaldi, che partito da Quarto il 5 Maggio, sbarcò a Marsala l'11 dello stesso mese. Nelle battaglie di Calatafimi , Palermo, Milazzo e Volturno, Garibaldi sconfiggeva per sempre i Borboni.

 

 

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