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La Madonna del latte di Custonaci

La Madonna del latte di Custonaci

by margherita amabile

In: Storia

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Come reagite alla vista di una donna che allatta? Non battete ciglio, vi commuovete o storcete il naso pensando “è uno scandalo?” E se la scena si svolgesse in chiesa e la donna vi fissasse dritto negli occhi? Materna, terrena, umana, raffigurata nell’atto di allattare il figlio Gesù, la Madonna del Santuario di Custonaci non può lasciare indifferenti neanche i più duri di cuore. Ci colpisce per la naturalezza della posa, per la fierezza con cui ostenta il suo essere madre, per la vivacità dei colori e per quel sorriso appena accennato che ne sottolineano la giovinezza e la freschezza.

Non è un caso isolato nel panorama artistico, infatti appartiene ad un filone iconografico diffusosi in Europa a partire dal Quattrocento, e noto col nome di “Madre del latte” o “Maria lactans” in Occidente e “Galactotrephousa” in Oriente. Ne furono contagiati tutti, compresi artisti del calibro di Leonardo da Vinci, il cui contributo migliore a questo tema è senza dubbio la Madonna Litta. Indagando sui motivi della diffusione di questo tipo di immagini si aprono scenari intriganti e suggestivi. Infatti sembrerebbe che esista un legame molto stretto tra questo tipo di iconografia e la vicenda dei Templari. Secondo la tradizione ecclesiastica San Bernardo, promotore delle crociate e redattore della regola dei Templari, un giorno, pregando davanti la statua della Madonna le rivolse le seguenti parole “Monstra te matrem” ovvero “Mostrati madre”. A quel punto la Vergine premette il seno e alcune gocce di latte caddero sulle labbra di Bernardo. Da qui sarebbe nata la decisione di far portare ai Templari in Terra Santa icone della Madonna del latte, scelta che finì per influenzare l’arte ecclesiastica dei secoli successivi.

Per quanto numerose, queste Madonne rappresentano pur sempre una rarità in confronto alle scene sacre tradizionali a cui siamo abituati, il chè le rende speciali agli occhi di chi vi si imbatte. Tornando al nostro quadro, la leggenda vuole che si trovasse su una nave in balia delle onde, salpata da Alessandria d’Egitto e diretta in Francia. In preda alla disperazione, i marinai affidarono le proprie vite alla Madonna, e quando riuscirono a sbarcare sani e salvi a Cala Bukuto, nel golfo di Cornino, donarono il quadro della Madonna del latte ai pescatori del luogo e innalzarono un luogo di culto in suo onore.

  La datazione e la paternità dell’opera sono incerte: si pensa che possa essere stata realizzata tra Quattrocento e Cinquecento e che appartenga alla scuola di Antonello da Messina. La Madonna di Custonaci è patrona dell’omonima cittadina, di Erice e di Valderice. Ogni anno, nel mese di agosto gli abitanti di Custonaci le tributano grandi festeggiamenti, con una processione molto suggestiva che parte dal luogo dello sbarco e termina nel bellissimo Santuario di Custonaci. A pochi metri dal Santuario, la processione si ferma per la benedizione del pozzo della Madonna, dove la leggenda vuole che i buoi si fermarono per la stanchezza e un miracoloso zampillare d’acqua li dissetò. Acqua e latte, sostanze di importanza vitale per tutti gli esseri viventi. Secondo alcuni studiosi non è da escludere che il culto delle Madonne del latte abbia attecchito in quelle realtà dove erano più forti le tradizioni arcaiche di origine greco-romana dedicate agli elementi primordiali.

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  1. formiche

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